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come guadagnare con una onlus: la differenza di potenziale monetario

come guadagnare con una onlus: le differenza monetarie


Per spiegare il significato di tensione usiamo un semplice esempio: due serbatoi di acqua sono collegati con un tubo. Se il livello A nel primo serbatoio è identico al livello B del secondo, non si ottiene alcun movimento, mentre una differente altezza (in figura) provoca il passaggio di acqua dal serbatoio col livello più alto a quello col livello più basso. Quindi per ottenere il movimento si ha bisogno di una differenza di altezza.
http://www.dacrema.com/Informatica/tensio_corrente.htm



La differenza di potenziale è la causa che provoca il movimento delle cariche all’interno di un elemento conduttore. Quindi esiste una relazione diretta di causa (differenza di potenziale) ed effetto (corrente elettrica). Le cariche positive convenzionali fluiscono dal potenziale più (+) elevato al potenziale meno (-) elevato. Esempi di generatori di differenze di potenziale elettrico sono: la pila, la batteria, la dinamo.
http://www.salvorosta.it/low/sk.php?TP=1&TI=Richiami%20di%20Elettrologia&MH=Mhor0&MV=Msreti3&FR=&CP=sistreti/legge-ohm-3.php



La pila e serbatoi d’acqua, due esempi di come una differenza di potenziale generi un movimento.

Alla stessa maniera se si mettono in contatto differenti ricchezze, come un paese benestante ed uno del terzo mondo, oppure un povero ed un ricco, si ha un movimento di denaro dal più ricco al più povero. Per cui se volete guadagnare con una ONLUS vi basterà mettere in contatto due differenze monetarie, facendovi per esempio portavoce delle necessità dei senza tetto (anche se non lo siete, ma questo a voi non importa) e parlate ai ricchi delle miserie della povertà. Non dovrete fare altro: vi verrà riconosciuta subita una cifra, consistente o meno a seconda della vostra abilità e delle vostre ambizioni, che dovrete portare ai senza tetto.

Da quella cifra dovrete ricavare il vostro guadagno, mentendo, perché avrete dichiarato di agire non per tornaconto personale ma per esclusivo amore per il prossimo, ma non preoccupatevene più di tanto perché nessuno controlla la corrispondenza tra quanto incassate e quanto girate poi ai senzatetto, al massimo fate intendere che le cifre che vi siete trattenuti sono necessarie per potere gestire l’invio dei soldi ai poveri, oppure usate la classica scusa sempre valida “lavoro è giusto che io venga pagato”






un paese ricco, gli USA ed un paese povero in Africa: mettendo in contatto queste due realtà si ha in maniera automatica un passaggio di denaro dalla parte più ricca a quella più povera

 post 699 

software pubblico e software free: la vendita

differenza tra software free e software pubblico: se è possibile vendere il software free, in nessuna maniera è possibile vendere o ricavare profitto dal software pubblico

SOFTWARE FREE SOFTWARE PUBBLICO
è possibile vendere il software non è possibile vendere il software
vendita soft (1)
http://shop.canonical.com/product
vendita soft (2)
http://www.laseroffice.it/Acquista.php

Vendere Software Libero

Molta gente crede che lo spirito del progetto GNU sia che non si debba far pagare per distribuire copie del software, o che si debba far pagare il meno possibile, giusto il minimo per coprire le spese. Questo è un fraintendimento.
In realtà noi incoraggiamo chi ridistribuisce il software libero a far pagare quanto vuole o può. Se vi sembra sorprendente, per favore continuate a leggere.

https://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html


 post 697 

discussione sul software pubblico

Proposta riguardante il software e relative licenze d'uso, circa una mancanza ormai sempre piu' penalizzante per l'utente: quella della pubblica amministrazione. Perchè le software house al giorno d'oggi sono tutte in mano ai privati, quando invece i servizi offerti sono vere e proprie pubbliche utilità, come i sistemi operativi per pc, i browser per navigare, editori di testo, programmi di lavoro per scuole eccetera. Il danno per il cittadino è grande, venendo a mancare quelle peculiarità tipiche del servizio pubblico che un privato non può offrire, come la trasparenza nella gestione, il non lucro sull'attività svolta, la possibilità di accedere a fondi governativi che permetterebbe una qualità che i software free, che vivono di donazioni, non hanno. Per questi motivi si chiede alla pubblica amministrazione di questa città (in collaborazione con le amministrazioni di altre città) di destinare dei fondi a questo scopo, per sviluppare per esempio un sistema operativo pubblico che prenda il posto di quelli attuali, che non sono vantaggiosi: da un lato Microsoft, che pur presentando un prodotto valido, risulta troppo esoso; dall'altro Linux che al contrario è gratuito ma ha un basso livello qualitativo. Il tutto nell'ottica di offrire un servizio alla cittadinanza, dando un'alternativa alla logica del profitto adesso imperante in questo settore di (ormai) vitale importanza della nostra vita quotidiana

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2014/11/software-pubblico.html

 post 696 

software pubblico e software privato



le categorie del software, al giorno d’oggi (http://it.wikipedia.org/wiki/Licenza_informatica). Ne manca una, quella del software pubblico



La distinzione tra software pubblico e privato è fatta guardando a chi gestisce ed elabora (e a chi finanzia i costi ed incassa i ricavi) il software, se un pubblico amministratore oppure un privato. La casella di destra è vuota perché al giorno d’oggi il settore pubblico non ha avviato nessuna iniziativa a riguardo. La mancanza è dovuta anche per la finta gestione pubblica delle licenze Open Source e degli enti senza scopo di lucro, per cui tante realtà come Firefox, Wikipedia eccetera danno la percezione di essere una “cosa” pubblica e senza lucro quando in realtà si tratta di enti privati e a scopo di lucro a tutti gli effetti

post 625 >> (635, 626, 618)


 post 695 

logo della truffa ONLUS


 post 689 

in viaggio per l’italia




la truffa delle ONLUS: no a servirsi delle persone in difficoltà per i propri interessi personali. In questo post Sbrò, un artista che chiede soldi su Eppela

Un’esplorazione dello stivale, da cima a fondo, attraverso gli occhi, i disegni e le parole di un artista di strada: Andrea, “Sbrò″ per gli amici e in calce, un giovane ritrattista e caricaturista desideroso di scoprire e ri-scoprire se stesso e il Paese in cui è nato e cresciuto, sulle ali di una passione che lo accompagna dalla tenera età, e che spera di poter impiegare in molti dei luoghi in cui farà tappa per sostenersi in una esperienza tanto bella quanto onerosa. Chiedendo un aiutino agli amici ed alla comunità di Eppela per coprire una parte dei costi.
http://www.eppela.com/ita/projects/882/litalia-in-punta-di-matita

Sbrò vuole fare un viaggio per l’Italia, e si chiede come potere pagare le spese. Decide quindi di chiedere un aiuto su Eppela:

“ed è qui che mi rivolgo a voi: mi potreste infatti aiutare a dotarmi di una piccola cassa per poter far fronte ad eventuali imprevisti, concedendomi di partire con un pò più di tranquillità”


per invogliare il donatore poi aggiunge, al minuto 2:22: “anche perché il 20% del ricavato andrà alla lega italiana fibrosi cistica”.

Cos’è la fibrosi cistica (FC)
E’ la malattia genetica mortale più comune che colpisce bambini e giovani adulti in Italia. Oggi non esiste una cura risolutiva, ma l’utilizzo di alcuni approcci terapeutici è utile per garantire loro uno standard di vita elevato. La FC è una patologia multiorgano, ma colpisce soprattutto l’apparato digerente e i polmoni. Seppure il grado di coinvolgimento differisca anche notevolmente da persona a persona, la persistenza dell’infezione polmonare che causa il danneggiamento progressivo del tessuto polmonare è la maggior causa di morbilità nei pazienti FC.

Questo si chiama servirsi delle persone in difficoltà per proprio personale guadagno, lucrando sulle cifre che la società invia loro. Così che il lettore, avendo compassione per i malati di fibrosi cistica, e volendo dare loro un aiuto, dona dei soldi che però finiranno in parte nelle tasche di chi non ne ha diritto, in questo caso per pagare le spese del viaggio di Sbrò. Questo lucrare è vietato da qualsiasi statuto ONLUS, regolamento al quale anche Sbrò deve fare riferimento, senza avvantaggiarsi del vuoto legislativo in materia


per il futuro: NO alle trattenute, chi vuol impegnarsi per gli altri è libero di farlo ma versi il 100% di quanto incassa

 post 685 

il giuramento del volontario ONLUS

il giuramento del volontario ONLUS: “Giuro che donerò alla collettività il mio lavoro, e che non chiederò per esso mai nessuna retribuzione, né rimborsi spesa, né in cambio merce di qualsivoglia natura, offerte libere o sollievo per la mia solitudine, né chiederò di essere assunto. Né ora né mai.”



 post 679 

i soldi delle ONLUS


i soldi delle ONLUS oggi: visti come privati


i soldi delle ONLUS di domani, intesi come bene pubblico



 post 677 

la maschera delle ONLUS

la truffa delle ONLUS: guadagnare camuffandosi da buon samaritano






 post 676 

la truffa ONLUS e San Tommaso

per chi, come San Tommaso, se non vede non crede, può rendersi conto personalmente della truffa ONLUS con una semplice chiacchierata con uno dei volontari per la raccolta fondi che si incontrano ogni tanto per strada. Basta far intendere di volere fare una donazione e poi chiedere se loro siano pagati o meno per il loro lavoro. Vi risponderanno che sono tutti volontari e che nessuno prende soldi (quando in realtà sono tutti retribuiti, a cominciare da loro falsi volontari che in realtà prendono circa 50 euro per 4 ore di lavoro). Poi dite che sapete per certo che i volontari in realtà sono tutti pagati così come i dipendenti delle ONLUS, ed a quel punto, chi subito chi dopo un pò di insistenza, vi ammetterà di essere, si, pagato



Ma siete pagati per il vostro lavoro? Siamo volontari, non guadagniamo niente. 

27 giugno 2014, ad un banco raccolta fondi di una nota ONLUS che si occupa di diritti dei bambinii

- posso fare una donazione?
- si deve firmare un modulo per cui è sicuro che i soldi arrivano a destinazione, invece prima si davano al volontario e poteva andare al bar
- ma cosi’ non li prendono i volontari ma se li prendono i suoi capi
- no guardi che è una ONLUS siamo tutti volontari i soldi vanno tutti ai bambini nessuno prende soldi
- ma non ci credo non è possibile
- si è vero siamo tutti volontari e nessuno prende nulla
- mi fa un foglio con queste affermazioni e me lo firma
- ma no, noi siamo di un’agenzia esterna e nella ONLUS ci sono degli stipendiati
- e quanto guadagnano
- questo non lo so

 post 672 

le ONLUS non possono avere stipendiati, la dimostrazione matematica


Le ONLUS non possono avere stipendiati, la dimostrazione matematica. Date le due uguaglianze ONLUS=società senza lucro e stipendio=lucro si può sostituire nella prima uguaglianza lucro con stipendio, e quindi ONLUS=società senza stipendio (stipendiati), come volevasi dimostrare



 post 671 

stipendiati nelle ONLUS: la normativa vigente

stipendiati nelle ONLUS: può averne una società senza fini di lucro? Il buon senso dice di no, ma cosa dice la legge in proposito? Sembrerebbe a prima vista che lo permetta (solo in Italia ci sono 700.000 lavoratori ONLUS, per cui viene da pensare se ci sono i lavoratori la legge lo consente), ma la realtà è ben diversa, e cioè non c'è una legislazione in materia e lo stipendio è permesso perché gli operatori sono lasciati liberi di fare quello che vogliono, per i motivi che non esaminiamo in questo post (vedi anche rimborso spese ai volontari e mancanza di leggi specifiche)

ONLUS, la legge sugli stipendiati: un foglio bianco

 post 670 

i clochard: gente inutile

I clochard non servono a niente.
Questo lo dici tu. Ho riempito questo carrello andando in giro a chiedere soldi per loro


un clochard, gente inutile secondo molti. Eppure a qualcosa servono, basta cambiare il punto di vista. Se si guardano per esempio dagli occhi degli operatori del terzo settore, per i quali rappresentano una lucrosa fonte di guadagno



 post 666 

quando la ONLUS diventa un guadagno

ONLUS, il non-profit è subito evidente e vi viene proposto in ogni salsa. Se invece volete traccie del profit dovete scavare, perché in teoria non si potrebbe

le ONLUS stando alla parola dei loro operatori
le ONLUS se scavate (se cominciate a farvi qualche domanda)


Francesco Petrone, in un libro la sua scoperta della parte profit presente nelle ONLUS
http://francesco-altavista.blogspot.it/2012/08/parla-un-ex-venditore-di-poverta-quando.html




Cominciamo a raccontare la tua storia. Come un ragazzo pluri -qualificato si ritrova in una onlus a lavorare come venditore di povertà?
Dopo aver vissuto all’estero , nel 2008 ho deciso di tornare in Italia e cercare di ambientarmi nella mia nazione. Sono arrivato a Roma ed ho cominciato ad inviare curriculum un po’ ovunque e tra le prime risposte e proposte ho trovato questo colloquio perché pensavo che fosse più attinente ai miei studi. La mia idea era quella di cominciare dal livello più basso quello del dialogatore e poi di occuparmi anche dei progetti, il settore delle Onlus mi interessava. Poi in realtà ho scoperto che non ero contrattato direttamente dalla onlus ma da un’impresa di marketing australiana . Si occupava di marketing face to face, nelle piazze delle grandi città, cercando sostenitori per i progetti umanitari. Dopo un po’ mi sono scontrato con una realtà opposta a quello che mi aspettavo all’inizio, poi da lì è nata anche un po’ una crisi di identità per quanto riguarda l’attività stessa delle grandi onlus.

Quando è iniziata questa sorta di crisi di identità?In che termini hai scoperto il paradosso?
Dopo un po’ già avevo capito come funzionava il tutto. Si cercava di approfittare più possibile dell’immagine di chi veramente soffre come i bambini dell’altra parte del mondo per arricchirsi. Questa impresa è caratterizzata da un sistema piramidale per cui chi sta alla base ogni volta che trova un nuovo sostenitore fa guadagnare una percentuale a chi sta su. Il capo che era colui che dirigeva l’ufficio, prendeva queste percentuali ed arrivava a redditi mensili anche di 30 mila euro al mese. Con il tempo si poteva far carriera, far aprire altri uffici, arrivare a livelli superiori e guadagnare anche diversi milioni di euro. Esiste anche una prima contraddizione perché questa impresa ha sia un settore legato alle onlus ( le più grandi quelle che possono pagare i servizi)sia uno legato al settore puramente profit , dedicato alla vendita diciamo classica di beni di consumo. Mi sono trovato in questa situazione all’inizio non volendo, poi per me è diventato uno studio antropologico. Non avevo previsto di scrivere un libro ma volevo studiare questo fenomeno che mi sembrava assurdo, sono rimasto un anno e qualche mese per capire bene il meccanismo che c’è alla base. Sono rimasto questo periodo un po’ per questo motivo, un po’perché nonostante le mie qualifiche non riuscivo a trovare occupazione.
Uno dei punti fondamentali del libro è proprio questo studio antropologico – sociale anche sulla condizione giovanile. Che tipo di persone lavorano in questo tipo di imprese?
Le persone che lavorano all’interno di queste imprese, sono persone provenienti da diversi ambiti. Ho dedicato un capitolo ad un mio amico che lavorava come fattorino , poi l’impresa ha chiuso ed è arrivato a lavorare da noi senza avere più alternative, non lo chiamava nessuno. C’erano altri che erano laureati con master all’estero, era un ambiente eterogeneo. Il profilo della persona che viene ricercata in questi ambienti è la persona che non fa molte domande e va lì per vendere e guadagnare con la prospettiva di fare tanti soldi, per generare profitti grandi e con il tempo aprire suoi uffici. Non è una prospettiva realistica perché non tutti ci arrivano. Molti si fermano al terzo gradino, c’è tutto un percorso, descritto nel libro, per diventare manager, uno su cento riesce a farlo. Ci sono delle tecniche affilate che bisogna imparare. Si deve essere un po’ spietati. Il tipo di persona richiesta , riassumendo in contraddizione alla filantropia delle onlus , è una persona che vuole diventare ricca a tutti i costi e sarebbe disposta a tutto.


Che riflessione questo studio ti ha spinto a fare sull’uomo?
La prima critica che mi viene da fare , è al sistema capitalista che ormai è entrato dappertutto ed ha cambiato le nostre prospettive e credo che in questo ambiente delle Onlus si sia raggiunto il livello più basso. Qui si vede proprio come le persone sono disposte a fare di tutto e si dimentica del resto: la solidarietà tra colleghi non è un fatto naturale, non c’è un affetto sincero se non una cosa creata dal sistema affinché le persone restino per aiutare chi sta su. Un’immagine negativa perché se uniamo questo sistema capitalista, alla precarietà giovanile e alla vendita della povertà ne esce fuori un essere umano cinico e che non guarda in faccia a nessuno. Forse è anche un modo per chi non ha avuto tante possibilità nella vita di cercare un riscatto nella ricchezza.
L’ “ Homo Homini Lupus” applicato alla solidarietà è davvero spaventoso. Senza dare giudizi morali, questo far leva sul bisogno può essere una nuova forma di alienazione ?
Secondo me lo è senza ombra di dubbio. Al tema centrale si affianca la precarietà giovanile, se non ci fosse, se ci fossero delle certezze, in molti casi non si creerebbe il bisogno di fare questo lavoro. Il problema è questa assenza di prospettive che costringe i ragazzi a rifugiarsi in queste attività. Senza precarietà questo capitalismo selvaggio non avrebbe modo di esistere. Non tutti i giovani sono così naturalmente ma l’assenza di alternative, ti pone a scendere a compromessi. Per un istinto di sopravvivenza di memoria quasi freudiana , ci si adatta. L’80% dei giovani di oggi continua ad adattarsi sacrificando un po’ sé stessi.
Nel affrontare questo tema ci sono stati ripensamenti e paure? Cosa pensi ora della solidarietà delle onlus?
Non ho avuto motivo di aver paura, perché descrivo una realtà. La mia riflessione è sul sistema così come è congeniato, ha queste pecche profonde e dure. Ho avuto molti ripensamenti ma alla fine ha vinto questa voglia di raccontare , una voglia di discuterne, una esperienza vissuta in maniera diretta dove le frustrazioni che fa vivere questa attività mi hanno dato lo spunto e la forza per scrivere. Io nonostante questa esperienza sono a favore della solidarietà, credo nell’aiuto del prossimo, c’è bisogno di aiuto reciproco. Un consiglio credo sia che l’aiuto è efficace quando è più prossimo e poi mi sento di spezzare una lancia per le piccole onlus quelle che fanno fatica ad andare avanti. Bisogna aiutare perché arricchisce ma bisogna cercare di farlo in piccole associazioni e vivere in maniera diretta l’aiuto. Continuerò a credere nelle grandi onlus quando cambieranno modo di comportarsi.
Cosa è la Bellezza?
La Bellezza è un’attitudine. La Bellezza si identifica con la libertà di poter rapportarsi con gli altri e con il mondo in modo puro ed armonico.

 post 665 

segnalazione Emergency: la risposta dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria

la risposta dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria alla segnalazione di pubblicità ingannevole di Emergency (post 661). Farò ricorso, perché non si possono chiedere donazioni presentandosi come volontari e tacendo su stipendiati, manager, consulenze eccetera

email 1:

Segnalazione messaggi pubblicitari Emergency

rilevati sulla pagina facebook ‘Gino Strada’ e nel sito internet emergency.it


La ringraziamo per la segnalazione. Il caso sarà esaminato dal Comitato di Controllo, al quale il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale affida il compito di intervenire a tutela degli interessi dei cittadini-consumatori.

La terremo informata sull’esito.

Con i migliori saluti.


I.A.P.
La Segreteria





___________________________________
SEGRETERIA COMITATO DI CONTROLLO
Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
via Larga 15 - 20122  Milano (Italy)
tel 02/58304941 - fax 02/58303717
www.iap.it   Twitter_logo_blue.png @IAP_it

Nota di riservatezza: il presente messaggio, corredato dei relativi allegati, contiene informazioni da considerarsi strettamente riservate ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l'unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e, sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse questo messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario non è legale ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente distruggendo l'originale. Grazie.


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email 2:

Segnalazione messaggi pubblicitari Emergency

rilevati sulla pagina facebook ‘Gino Strada’ e nel sito internet emergency.it

Gentile Signor Barnaba,

facciamo seguito alla precedente comunicazione per informarLa che il Comitato di Controllo ha esaminato il messaggio in questione, ma non ha ravvisato profili di contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

L’organo di controllo ha ritenuto infatti che il tono della comunicazione rispetti i limiti posti dall’art. 46 – Appelli al pubblico – del Codice, senza trasmettere contenuti fuorvianti per i consumatori.
                                                                    
Il caso pertanto è stato archiviato.

Ringraziamo per l’attiva partecipazione e La salutiamo cordialmente.


I.A.P.
La Segreteria





___________________________________
SEGRETERIA COMITATO DI CONTROLLO
Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
via Larga 15 - 20122  Milano (Italy)
tel 02/58304941 - fax 02/58303717
www.iap.it   Twitter_logo_blue.png @IAP_it

Nota di riservatezza: il presente messaggio, corredato dei relativi allegati, contiene informazioni da considerarsi strettamente riservate ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l'unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e, sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse questo messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario non è legale ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente distruggendo l'originale. Grazie.

per quanto riguarda invece l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (http://www.agcm.it/) il loro regolamento non prevede comunicazioni se non in caso di avvio istruttoria:

"Si informa che, in applicazione del nuovo Regolamento di procedura, dopo l’inoltro di una segnalazione all’Autorità, non seguirà ulteriore comunicazione da parte degli Uffici, se non nella circostanza di un eventuale avvio di istruttoria.In caso di mancato avvio dell’istruttoria nel termine di 180 giorni dal ricevimento della segnalazione, quest’ultima si intende definita con un’archiviazione o un non luogo a provvedere."
http://www.agcm.it/component/content/article/6448.html


 post 662 

Emergency, pubblicità ingannevole. Segnalazione al garante

Emergency, inviata in settimana segnalazione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ed all'Istituto della autodisciplina pubblicitaria




Emergency pubblicità ingannevole

Buongiorno, volevo segnalare la pubblicità ingannevole di Emergency che non cita, nelle sue pagine di
presentazione e richiesta donazioni, la presenza nell'organizzazione di personale retribuito facendo in
questa maniera credere al lettore di essere una associazione di volontariato che nulla guadagna dai
soldi che riceve quando invece questo non corrisponde al vero


alla pagina https://www.facebook.com/pages/Gino-Strada/37616066366?fref=ts
si chiede il 5 per mille facendo credere di essere un’associazione formata da (solo) volontari,
omettendo la voce rilevante del personale retribuito. Poi si usa anche la parola gratis, riferita al non
pagamento da parte dell’utenza, usata però in una maniera che il lettore viene portato a pensare che
significhi che (associando alla parola volontariato) loro lavorano gratis, senza percepire nessun
compenso. In realtà il servizio non è gratis, ma pagato da donazioni e finanziamenti


alla pagina http://www.emergency.it/chi-siamo.html, collegata direttamente alla pagina donazioni,
Emergency viene presentata come associazione umanitaria composta da migliaia di volontari e
sostenitori, omettendo di segnalare la presenza di personale retribuito

dal Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, art. 2 "anche per mezzo di omissioni":
..Titolo I
Regole di comportamento
Art. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale
La comunicazione commerciale deve essere onesta, veritiera e corretta. Essa deve evitare tutto ciò
che possa screditarla.
Art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole
La comunicazione commerciale deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da
indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non
palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il
prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l'identità delle persone rappresentate, i
premi o riconoscimenti.
Nel valutare l'ingannevolezza della comunicazione commerciale si assume come parametro il
consumatore medio del gruppo di riferimento.
Art. 3 – Terminologia, citazioni, prove tecniche e scientifiche, dati statistici
Terminologia, citazioni e menzioni di prove tecniche e scientifi..
pubblicità ingannevole di Emergency, non cita il personale retribuito

 post 661 

ONLUS, abbinamento corretto



Le ONLUS sono associazioni senza scopo di lucro, termine (volutamente) ambiguo, riferito all’ente, tralasciando di definire se questa regola debba valere per tutto quello che gira intorno oppure se ci debbano essere delle eccezioni, come per esempio lo stipendio. E’ passata, ai tempi della stesura della legge sulle ONLUS, la linea di non andare ad interessarsi se questa retribuzione fosse attinente con gli scopi dell’ente.
Volendo specificare se anche i componenti di queste ONLUS debbano essere con lucro o senza lucro, qual’è l’abbinamento migliore o più coerente, così, ad occhio, tra
  • Associazione senza scopo di lucro
  • Associazione senza stipendiati
oppure
  • Associazione senza scopo di lucro
  • Associazione con stipendiati

due concezioni di ONLUS. Quale vi sembra più coerente?

Un paragone con i colori, che hanno tutta una serie di regole da seguire per abbinare tra loro le varie tonalità

Prima di truccarci la prima cosa che dobbiamo pensare è quella di scegliere i colori giusti per evitare pasticci.

La regola principale è quella di non mischiare i colori caldi con i colori freddi.
  • Sono caldi i colori che tendono all’arancio e al rosso
  • Sono freddi i colori che tendono al viola e al blu
  • Sono neutri i colori che tendono al nero, al bianco e al grigio
http://ilpiacerediesseredonna.blogspot.it/2012/04/la-scelta-dei-colori.html

traslitterando le regole dei colori caldo e freddo al mondo delle ONLUS, avremo:
per non combinare pasticci mai mischiare tra loro una voce fredda, come lo stipendio, con una voce calda, come le donazioni
abbinamenti da evitare in gastronomia:
Combinazioni alimentari corrette dieta dissociata

QUALI SONO I CORRETTI ABBINAMENTI ALIMENTARI?

Sebbene i sostenitori della dieta dissociata considerino il monopiatto la soluzione vincente per favorire i processi digestivi, esistono degli alimenti tra loro compatibili che possono essere tranquillamente abbinati.

Di seguito sono elencate alcune regole fondamentali per favorire i processi digestivi:

  • evitare di associare tipi diversi di proteine (latte e carne, uova e formaggio, pesce e legumi)
  • evitare di abbinare i carboidrati con la carne
  • evitare di abbinare tipi diversi di carboidrati (semplici e complessi come zucchero e pasta o uva e pane, banana e pane)

vi è poi l'indicazione "flessibile" di non associare tra loro diverse fonti di carboidrati complessi, non tanto per i problemi digestivi che ne derivano, ma per evitare di assumere un eccessivo apporto calorico.
http://www.my-personaltrainer.it/corrette-combinazioni-alimentari.htm

 post 659 

restyling schema onlus

schema onlus




 post 658 

la truffa delle ONLUS: agire in maniera disinteressata

la truffa delle ONLUS in due parole, interessato e disinteressato. Sono quelle che riguardano una lettera di ringraziamento  della "Escola Primária Completa da Imaculada" di Maputo in Mozambico rivolta al Banco Informatico, riguardo una donazione di computer. In un passo della lettera originale si legge "Apreciamos muito o vosso trabalho, e agradecemos muito por nos amar sem nos conhecer." che tradotto recita "Noi apprezziamo molto il vostro lavoro e vi ringrazio tanto per noi amare a nostra insaputa.".
Nella traduzione invece pubblicata alla pagina http://www.biteb.org/biteb/index.asp?idPagina=309 dal Banco Informatico la frase diventa  "Apprezziamo il vostro lavoro e vi ringraziamo tanto per  amarci in modo disinteressato a nostra insaputa." con l'aggiunta dell'aggettivo disinteressato.
Questa aggiunta è un po' il sunto della truffa ONLUS, il far credere ai lettori (donatori) del blog di essere disinteressati al guadagno in maniera da provocare un atteggiamento di fiducia ad inviare loro denaro per le persone povere e bisognose


(addetti magazzino Banco Informatico)



 mandateci donazioni per i poveri (con fiducia perché  agiamo in maniera disinteressata)

 http://www.biteb.org/biteb/index.asp?idPagina=309



originale
Caro Banco Informatico,
Nós estamos felizes por termos participado do curso de informática, graças aos computadores oferecidos. Foi muito bom aprender, e o que nós aprendemos foi prá valer. Vamos ensinar aos outros o que aprendemos.Agradecemos a oferta dos computadores. Apreciamos muito o vosso trabalho, e agradecemos muito por nos amar sem nos conhecer. Nós também  amamos muito vocês, do mesmo  jeito que nos amam, estamos muito felizes que nem temos palavras para definir os nossos sentimentos.Deus vos abençoe!

Traduzione del banco informatico: in modo disinteressato non c’è nella versione originale
Caro Banco informatico
Siamo lieti di aver partecipato al corso di informatica, ciò è stato possibile grazie ai computer da voi  offerti. É stata una  bella occasione per imparare, e ciò che abbiamo imparato ci servirà per il nostro futuro. Insegneremo ai nostri compagni   ciò che abbiamo imparato.Grazie per averci fornito di computer. Apprezziamo il vostro lavoro e vi ringraziamo tanto per  amarci in modo disinteressato a nostra insaputa.Noi ricambiamo questo sentimento e  siamo così contenti che non abbiamo parole per definire i nostri sentimenti.Dio vi benedica!

mandateci donazioni per i poveri (con fiducia perché agiamo in maniera disinteressata)




 post 656