tavoli on off 2

Questa e’ la visuale: riuscite a studiare o scrivere qualcosa di decente con una persona davanti? La risposta e’ nell’ufficio del capo della biblioteca: NO (infatti il capo decide da se’ se avere qualcuno o meno davanti e la scelta e’ quasi sempre no)
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Questa soluzione e’ dettata (oltre che dalla mancanza di voce in capitolo degli utenti) dalla necessita’ di ottimizzare gli spazi e dare accesso al numero maggiore di persone
Avere una persona davanti quando si cerca di concentrarsi non e’ il massimo della vita, perche’ il cervello lavora per elaborare le informazioni che vengono da chi ci e’ di fronte e dare delle risposte adeguate. Se per esempio abbiamo di fronte una persona di sesso opposto, il cervello deve riconoscere chi ci sta di fronte, accedere al database di persone che ci piacciono e che non ci piacciano e inserire la persona in una delle due categorie ed infine dare lo stimolo risposta, per esempio guardare la persona oppure ignorarla (con intensita' massima per una persona che ci sta di fronte, intensita' che cala se per esempio le persone in una sala sono disposte tutte in una direzione). Tutto questo costa fatica, ed a risentirne e’ il nostro lavoro che con meno neuroni a disposizione ha una resa inferiore
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nella immagune sotto una postazione lavoro di una biblioteca milanese: un divisorio fisso non impedisce la vista di chi ci sta di fronte

Immag0307

Immagine sotto: una tipica sala studio, senza nessuna barriera-regola. Invece nell'ultima immagine (biblioteca centrale Sormani Milano) i tavoli sono disposti in maniera che non ci sono persone una di fronte all'altra, ma tutti nella stessa direzione.
Alla Sormani si studia meglio, il cervello e' meno distratto mentre nel primo caso (che poi e' la norma nella quasi totalita' delle biblioteche) la biblioteca funge anche da sala ricreazione, con tante possibilita' di interazioni con l'altro sesso in primis


la maggioranza delle biblioteche: uno di fronte all'altro

Sormani: tutti in una direzione

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